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Death By Pleasure: Waited, Wasted – album review

Posted on May 3, 2013 by

Death By Pleasure: Waited, Wasted (MASHHH! Records)
DL
Out Now

Death By Pleasure are a guitar drum duo but step away from that lazy White Stripes comparison madam! – these guys are different. Jay Rawley listens for Louder Than War.

Since its inception, rock music has seen it’s share of genre defining lineups. Four and five piece bands of the early sixties gave way to three and four piece bands of the late sixties and early seventies. And lately in the last 10 years or so, we’ve seen the rise of the electric rock duo. But before you jump to any White Stripes/Black Keys comparisons, you better give a listen to Death By Pleasure. Other than the obvious fact that they’re two guys wielding guitars/drums, that’s where the comparisons jump off.

DBP hail from Trento in northern Italy and came together as a band in 2009. After writing and road testing new material, they hit the studio in 2012 to record the new album. So how’s it sound? When I listen to Spontaneous Combustion, the first track on their album “Waited, Wasted”, I’m reminded of maybe something by The Smithereens, but way punkier, and with a Kurt Cobain thing to the vocals and a garage/lo-fi sound that proves that grunge ain’t dead.

Next is Points Of View, which has kind of a sing along chorus that would make the perfect soundtrack for a stage dive instructional video. On Shy, Shine the band employs the quiet/loud dynamic thing that Cobain’s band used to great affect, but with DBP, it’s not just a gimmick, it’s how the song goes.

On the third track, Find a Fire That Burns, they take lo-fi into no-fi territory that reminds me of a session with grunge godfathers The Sonics, where the mixing board sounds like it’s ironically just about to find fire and melt. After a short bit of rhythmic sound effects that is the title track, we have the last song of the album, LBMB. Sonically, it’s probably the most produced track here, and following true punk ethos, may explain why the band chose to place it last. With a dissonant riff, it’s not one that leaves you all warm and fuzzy.

One cool thing is that in this age of 99 tracks and endless overdubs and computer plugins yielding sonic “perfection”, Death By Pleasure chose to record this just about as the would play these songs out live. I don’t think I heard any bass or keyboards, and other than a well placed guitar or backup vocal overdub here and there, what you hear is pretty much what you get. I know some people might find this a little disconcerting, but I find it kind of…refreshing. Give ‘em a listen, and I think you might too.

DBP are on Facebook and Tumblr, and you can listen on SoundCloud, or purchase their album on Bandcamp.

http://louderthanwar.com/death-by-pleasure-waited-wasted-album-review/?utm_source=feedburner&utm_medium=feed&utm_campaign=Feed%3A+LouderThanWar+%28Louder+Than+War%29

 

Beautiful Freaks

Pubblicato: 07/04/2013 in Recensioni

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Qualcuno, lassù in redazione, deve aver deciso che garage e psichedelia sono i miei campi. E chi sono io per contraddirli? Passate le introspezioni di fine ’90 e dei primi anni zero (post-rock, shoegaze e simili), mi sembra che i suoni rozzi e violenti del garage e dello stoner siano la trascrizione più efficace di questi tempi depressi e frustranti di recessione economica e mentale. Come a dire, ci abbiamo pensato bene, e alla fine siamo incazzati neri (come recitava un graffito un po’ volgare ma efficace al Pigneto, Roma: ‘Io non so’ indignata, a me me rode proprio er culo’). I Death by Pleasure pestano duro, stridono, schitarrano e urlano senza vergogna per tutti i quattordici minuti di questo Ep veloce e urticante. L.B.M.B., l’ultima traccia, è sicuramente il pezzo più riuscito del disco, quello più strutturato e coinvolgente, che ricorda un po’ i Black Rebel Motorcycle Club nei loro momenti più sporchi e ispirati.
Vibrazioni negative, ve l’assicuro. Ai due trentini non manca grinta e voglia di fare casino, e certo l’entusiasmo che mettono nella loro musica è percepibile nel chiasso delle chitarre e in un drumming fragoroso ed essenziale. Distorsione ovunque, voci sporchissime, noise & feedback contribuiscono a rendere l’impatto di questa manciata di canzoni granitico e graffiante. Il punto debole di questi ragazzi è, a mio avviso, una certa monotonia nelle melodie vocali, spesso poco rifinite e inefficaci. Un peccato, perché con un po’ di cura in più i pezzi di Waited, wasted avrebbero guadagnato punti, visto il tappeto sonoro solido e fedele agli stilemi del genere; l’inquietante cupezza delle armonie strumentali rischia troppo spesso di passare in secondo piano, schiacciata da momenti di cantato svogliato. Resta un disco solido, dopotutto; lo-fi, disagevole e infuocato quanto basta per non farlo passare inosservato (tant’è che il duo vanta anche un recente passaggio per Moby Dick, noto e ottimo programma di Radio2). Long live the blues, attraverso tutti i suoi figli, fino a quelli più lontani e trascolorati. E così sia. Selah.

6.5/10 (Marco Petrelli)

http://www.beautifulfreaks.org/online/beautiful-freaks-n43-digital-edition/

Moby Dick Radio2 (Kindergarten)

Pubblicato: 01/03/2013 in Recensioni

showposter

I Death By Pleasure sono di Trento, ma potrebbero benissimo essere newyorkesi o californiani. Di italiano non hanno niente, nemmeno il nome. Si formano nel 2009 dall’unione tra Mirko Marconi (chitarra e voce) e Marco Ricci (batteria e programmazioni), muovono i primi passi in bilico tra il primitivismo garage, sporco e crudo, e lo sperimentalismo post-rock (post, oltre il mero concetto di rock classico). “Waited, wasted”, EP uscito a Novembre 2012, è solo idealmente il seguito dell’album esordio. Qui Marco Ricci, impegnato a tempo pieno con il progetto disco/ shoegaze “La Casa del Mirto”, lascia il passo dietro le pelli a Lorenzo Longhi (ex componente dei Fango). La band sprigiona il proprio lato selvaggio, sfoggia un’attitudine punk, mostra l’amore per la bassa fedeltà e i distorsori. Figli di A place to bury strangers, Black Keys e Ty Segall, i Death By Pleasure cavalcano l’onda del garage più grezzo senza remore alcuna, in modo convincente e diretto (Find a fire that Burns, Spontaneous Combustion).

Monica Mazzoli

http://www.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-6ac29264-39fc-4f11-803d-80ec967f3d38.html

HeadCleaner

Pubblicato: 27/02/2013 in Recensioni

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Trentino-Alto Adige, Trento per l’esattezza. Due ragazzi – Mirko e Lorenzo – che dal 2009 suonano assieme con il nome di Death By Pleasure.
“Waited, Wasted” è il loro secondo lavoro dove l’energia esplosiva di chitarra, batteria e voce escono dirompenti dai woofer già dal primo pezzo – “Spontaneous Combustion” – dove il Garage-Punk unito a una chitarra molto Stoner ti prendono, ti mettono su di una sedia e con una voce urlata a squarciagola, ti esprimono la loro rabbia che è la parte portante anche di tutto l’EP. Quindici minuti all’insegna del Lo-Fi sparati su una strada al massimo della velocità con qualche frenata qua e là, in una folle corsa Noise fatta di costanti esplosioni di angoscia e incazzatura.
Tutto questo Mirko e Lorenzo lo fanno capire già dalla copertina dove viene raffigurata un’esplosione che assieme al fuoco la fanno da padrone in questo stile di musica cruda, sincera, granitica e anche folle in certi casi.

Interessante l’uso della voce in stile Jesus and Mary Chain nelle strofe del brano: “Find a Fire That Burns”, di cui era uscito anche il video visibile QUI. In altri episodi il cantato è sghembo, anche quando i Nostri si cimentano in echi Surf come in “Points Of View” o in momenti pseudo-Psichedelici di Floydiana memoria

Anche se non di facile ascolto, questo lavoro ti entra piano piano portandoti ad una realtà fatta di giusta rabbia senza tanti raggiri.
Bella lì ragazzi alla prossima, magari con un lavoro dove possa trovare spazio il cantato in italiano. ;-)

http://www.headcleaner.eu/wordpress/archives/12512/

Corriere del Trentino

Pubblicato: 26/02/2013 in Articoli

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Loud Notes

Pubblicato: 17/02/2013 in Recensioni

loudUn concentrato di energia grezza e bellicosa. Ecco cos’è questo terza prova degli italianissimi (che in questi casi un po’ di orgoglio ci vuole!) Death By Pleasure, profeti di un garage punk & shoegaze solidissimo, quadrato, rumoroso e splendidamente rabbioso. Una roba che riesce a suscitare le stesse sensazioni de – per citare un’uscita vicina nel tempo – l’esordio dei Metz su Sub Pop. Una ventata d’aria fresca in una torrida giornata estiva. Un rock declinato in modo passionale e rabbioso, in grado di restituire una piacevole sensazione di ansia e pericolo imminente, quello stesso feeling che erutta dagli album rock‘n’roll più riusciti e influenti di tutti i tempi: una cosa che c’eravamo dimenticati, in questi anni di infiniti revivals e noiosissimo indie rock, ma che sembra stia tornando con sempre maggior convinzione.

E allora fatevi rapire da questa felice compilation di garage punk infuocato, shoegaze con il pepe al culo e sfrontatissimo grunge pre-Nirvana. Ve li ricordate i primi Mudhoney, che bellezza? Mischiateli a un po’ di shoegaze di scuola Jesus & Mary Chain o, ancora meglio, Spacemen 3, spruzzateli di garage punk, fuoco, perversione, bassa fedeltà e rumore e avrete questo risultato qua. Che vi apparirà, nonostante tutte le influenze, fresco, nuovo e rivoluzionario!

Ed è veramente inutile cercare di citare una traccia piuttosto che un’altra, perché è l’intero parco canzoni a svettare e bucare le casse in modo dirompente e prepotente. Allora non avete altro da fare che ascoltarvelo d’un fiato e farvi bruciare le budella da quei riff alla carta vetrata e da quella voce che vomita rabbia come fossero bruscolini. Roba tosta, di cui non potrete più fare a meno!

http://loudnotes.blogspot.it/2013/02/death-by-pleasure-waited-wasted-ep.html

AsapFanzine

Pubblicato: 08/02/2013 in Recensioni

asapSecondo album per i trentini Death By Pleasure, duo lo-fi garage. 6 canzoni in poco meno di un quarto d’ora di speed rock’n’roll violento ed ultra-distorto. Un sound che ricorda i White Stripes ma ancora più aggressivi, contaminati da overdrive al massimo: puro noise nervoso, intervallato da un tocco di new wave (Find a fire that burns) e da un dissonante strumentale (la title track). Non male, anche se non si trova nulla di nuovo e la voce di Mirko Marconi lascia un po’ a desiderare.

Recensione in 10 parole: distorto, violento, furibondo, con un po’ di indie dei giorni nostri (Find a fire that burns). Punk dissonante per stomaci forti. Marco Pagliari

Voto: **/

Tracklist:

1. Spontaneous combustion

2. Points of view

3. Shy, shine

4. Find a fire that burns

5. Waiting, wasting

6. LBMB

http://asapfanzine.blogspot.it/2013/02/death-by-pleasure-waited-waisted-rec-in.html